martedì 11 giugno 2013

Auto e moto storiche rombano a Lucera con l’Alfa’s Day

di Costantino Montuori
 
Motori ancora ruggenti, carrozzerie fiammanti, tanto sole, molta gente per momenti di lieta condivisione. Questo e molto altro si è visto al raduno di auto e moto d’epocaSulle strade del Regio Tratturo’ ospitato domenica 9 giugno nello scenario di piazza Matteotti. 

Diverse decine gli equipaggi e i mezzi provenienti dalle province e dalle regioni limitrofe per ritrovarsi, in esposizione statica ma anche in corteo, lungo le principali arterie di Lucera. A farsi promotrice e organizzatrice dell’evento è stata l’associazione Alfa’s Day presieduta da un giovane appassionato: Antonio Colatruglio

Un precedente appuntamento si era tenuto un anno fa, sempre e solo nella nostra cittadina. A seguire venne un’escursione guidata a bordo di motociclette, vespe, autovetture datate ma fascinose e sidecar alla volta della vicina Volturino per una giornata sui Monti Dauni Settentrionali nel marzo di un anno fa. 

La prima uscita ufficiale dell’Alfa’s Day si era registrata, invece, il 26 settembre 2010 con una manifestazione, dedicata a vecchie passioni dall’anima giovane, i cui proventi sono stati devoluti per la costruzione del nuovo oratorio annesso alla chiesa parrocchiale Madonna della Pietà nel quartiere ‘Pezza del Lago’. 

Confermati, l’affluenza (notevole) e l’apprezzamento della gente comune, che hanno goduto di un panorama motoristico di pregio in un’assolata domenica, preludio all’estate.

lunedì 10 giugno 2013

Blitz sul rame rubato e ricettato: le dichiarazioni di Seccia, Carabinieri, GdF



di Costantino Montuori

“Non è un’operazione qualunque perché scala i gradini nell’occultamento del rame”. Pensieri e parole del dottor Domenico Seccia, Procuratore Capo di Lucera, che così ha chiosato gli esiti del blitz Oro Rosso’ contro i furti e la ricettazione dei cavi in rame. Sgominata quella che è stata ritenuta una organizzazione attiva nei territori della Daunia e di Napoli. Sette, alla fine, gli arresti. Cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere, due quelle ai domiciliari, disposte dal GIP lucerino e rese note durante la conferenza stampa di lunedì mattina 10 giugno, al secondo piano del Palazzo di Giustizia, in piazza Tribunali.  Oltre 40 le tonnellate di rame, per un valore di mercato di 200.000 euro, al centro della strategia investigativa portata avanti con l’apporto dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle, nello specifico, hanno condotto accertamenti sul piano tecnico-contabile per identificare il presunto percorso criminale. “Mi piace ricordare l’opera meritoria del Prefetto di Foggia” ha rimarcato Seccia pensando alla battaglia intrapresa dal rappresentante di Governo sul territorio.

“L’operazione è stata condotta in modo sinergico: era necessario operare indagini a più ampio profilo. Speriamo di poter ridurre, così, i reati in materia”, ha commentato il Colonnello Antonio Basilicata, Comandante provinciale dell’Arma.

“Con un lavoro quotidiano sono stati ricostruiti i flussi economici dell’attività, i meccanismi di frode e il tracciamento degli snodi logistici” hanno evidenziato gli ufficiali della GdF. Uno degli accusati avrebbe dichiarato guadagni annui pari ad 80.000 euro, benché il suo giro di affari, secondo i Finanzieri, sarebbe stato di molto superiore.

Il sentore è che, l’iniziativa indagativa dei magistrati e degli inquirenti di casa nostra, potrebbe condurre a nuovi sviluppi. E forse anche a breve.

Operazione Oro Rosso di CC e GDF: i nomi, i dati, i particolari

Pubblicazione a cura di Costantino Montuori

"I militari dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Foggia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 7 indagati. Per tutti il reato contestato è quello di concorso in ricettazione.
I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Lucera, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Le misure cautelari sono state eseguite a carico di:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
‒    SERLENGA Costantino, cl. 1957;
‒    SERLENGA Fabio, cl. 1988 (figlio di Costantino);
‒    MARRA Raffaele, cl. 1978;
‒    GIANCOLA Diego, cl. 1955;
‒    GIANCOLA Luca, cl. 1982 (figlio di Diego);

ARRESTI DOMICILIARI
‒    TAVAGLIONE Domenico Giuseppe, cl. 1981;
‒    RUSU Marian, cl. 1964.

Le indagini di Carabinieri e Guardia di Finanza, dirette dalla Procura della Repubblica di Lucera, si sono basate su una complessa attività di intercettazione oltre che su numerosi servizi di riscontro.
Allarmanti i bilanci dell’inchiesta che ha avuto come epicentro la città di Torremaggiore (FG): oltre 40 tonnellate di cavi di rame sequestrate, per un giro di affari stimato intorno ai 200.000,00 euro.

L’inchiesta colpisce in particolare il sistema di ricettazione e riciclaggio dei cavi di rami.
I furti di rame costituiscono un fenomeno sempre più preoccupante. Per tale tipologia di reato la provincia di Foggia risulta essere al 1° posto nel Sud Italia. Il fenomeno, che dopo una breve battuta d’arresto ha ripreso nella sua imponenza, pare sia destinato a crescere e risulta sconcertante in quanto sta mettendo in ginocchio l’economia di centinaia di aziende agricole e attività produttive zootecniche con gravi ripercussioni sull’economia del territorio. La febbre da “oro rosso” che ha contagiato il nostro territorio è salita a causa dell’aumento delle quotazioni del metallo. Ad essere presi di mira sono soprattutto le linee di comunicazione, elettriche e ferroviarie. I ladri di rame sono solo l’ultima parte di un sodalizio criminale più ampio, in cui si sono inseriti anche operatori del settore della raccolta di materiali ferrosi che, con l’aiuto di professionisti, reimmettono quanto oggetto di furto nel circuito legale con artifizi tali da ostacolarne l’identificazione della provenienza illecita. Per questo motivo le FF.PP. hanno istituito gruppi di lavoro specializzati, impegnati a contrastare il fenomeno dei furti di cavi di rame contrastandone il riciclaggio.

L’indagine ha preso avvio da un ingente sequestro di cavi di rame eseguito dalla Guardia di Finanza nei pressi di Torremaggiore. Su un rimorchio (trailer) parcheggiato in un terreno incolto, vennero rinvenute matasse di filo elettrico del tipo utilizzato dall'ENEL per le proprie linee di distribuzione per un peso complessivo di 30 tonnellate e mezzo. Il carico era occultato sotto una rete oscurante, di quelle normalmente utilizzate per la raccolta delle olive. Durante le operazioni, sul luogo giungevano SERLENGA Costantino e RUSU Marian a bordo di trattore SCANIA con l’intento di agganciare il rimorchio. La perquisizione del deposito del SERLENGA consentiva di rinvenire ulteriori 88 quintali di cavo di rame. Il contestuale sequestro della documentazione contabile consentiva di rilevare la mancanza di corrispondenza tra materiale rinvenuto all’indagato e quello risultante dalle fatture d’acquisto. In pratica il SERLENGA era in possesso di una provvista cartolare, volta a dare apparente legittimità alla disponibilità (o al passaggio) del materiale in questione, ma le verifiche eseguite attraverso l’audizione dei fornitori ha consentito di accertare che 33 tonnellate di rame, delle oltre 41 tonnellate acquistate con apparente regolare fattura negli anni 2010, 2011 e 2012, venivano disconosciuti dai presunti fornitori.

Le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri attraverso le intercettazioni telefoniche confortate da puntuali riscontri costituiti da sequestri di cavi di rame, hanno consentito di individuare responsabilità e ruoli di ogni singolo indagato: SERLENGA Costantino, collaborato dal figlio Fabio e dal dipendente RUSU Marian il collettore del rame di illecita provenienza conferitogli tanto da TAVAGLIONE Domenico quanto da GIANCOLA Diego, dipendente dell’ENEL, per il quale il figlio Luca teneva i contatti con il SERLENGA e si accordava per la consegna del materiale.
I cavi di rame, raccolti presso un deposito di materiale ferroso in Torremaggiore, venivano lavorati nel “mulino” oppure nel “trituratore” ed in seguito venduti a ditte di import-export e trasformazione di materiale ferroso ubicate nella Provincia di Napoli dove venivano trasportati a bordo di autocarri. Tra queste ditte è stata individuata quella di MARRA Raffaele, arrestato a Napoli, amministratore unico della ditta “MAR.CAVI Srl” con deposito a Napoli. Nel caso in cui i cavi non potevano essere preventivamente lavorati, venivano occultati nei cassoni sotto mero cascame o rottami.
A conforto dell’ipotesi investigativa i sequestri operati dai Carabinieri. In particolare:
-    il 29.12.2011 a Peschici (FG), i Carabinieri procedevano al controllo dell’autovettura Ford Focus con a bordo due indagati, non colpiti dalla misura, che trasportavano 140 kg di cavi di rame per conto di TAVAGLIONE Domenico Giuseppe, che – come rivelato dalle intercettazioni – erano destinati al deposito di SERLENGA Costantino;
-    il 10.01.2012, a Casoria (NA), i Carabinieri procedevano al controllo dell’autocarro VOLVO condotto da SERLENGA Costantino che si accingeva a scaricare un’ingente quantitativi di matasse di rame, quantificato in 5,6 tonnellate, all’interno del capannone della ditta Mar Cavi Srl sito a Casoria (NA). Nello stesso luogo, ad attendere il vettore di trasporto, vi era il MARRA, che alla vista dei Carabinieri si precipitava all’interno dei propri uffici cercando di nascondere la somma in contanti di 20.000 euro che avrebbe costituito il corrispettivo per pagare il rame conferito da SERLENGA.
-    il 18.01.2012, alle 4:00 di notte, i Carabinieri procedevano al controllo di un furgone Fiat Ducato proveniente da Foggia ed in procinto di immettersi nel casello autostradale A/16 Bari-Napoli, condotto da SERLENGA Costantino. All’interno del furgone, SERLENGA trasportava 2 sacchi in juta contenenti cavi elettrici di rame, per un peso di 2,3 tonnellate, che venivano sequestrati, unitamente al veicolo. Le intercettazioni rivelavano, anche in questo caso, che il rame era destinato al deposito del MARRA a Casoria (NA);
-    il 2 febbraio 2012, a Casacalenda (CB), i Carabinieri, sulla base di intercettazioni intercorse tra GIANCOLA Diego, dipendente ENEL, GIANCOLA Luca, figlio di Diego, e SERLENGA Costantino, organizzavano un servizio di osservazione al termine del quale bloccavano una Opel Kombo, condotta da SERLENGA Fabio, figlio di Costantino, che si era recato dai GIANCOLA a ritirare del rame di provenienza illecita che i primi gli avevano “messo da parte”. Effettivamente, nella cabina, i militari rinvenivano 4 quintali di cavi e piastre di rame.
Il materiale rinvenuto veniva sottoposto a personale dell’ENEL, nominato ausiliario di P.G., che lo identificava – per le peculiari caratteristiche costruttive – come di pertinenza della Società in questione e che pertanto ne confermava l’origine furtiva.

L’illecita compravendita di rame, seppur in presenza di soggetti apparentemente autorizzati alla raccolta di materiale ferroso, è stato dimostrato sia dall’assenza di documentazione attestante la liceità delle compravendite, sia dal tenore delle conversazioni telefoniche intercettate dai Carabinieri durante le quali, gli interlocutori, consapevoli di trattare questioni compromettenti se discusse per telefono, evitavano di riferire chiaramente l’oggetto delle conversazioni utilizzando parole convenzionali o allusive quali “porcheria” “roba bellina” “quel coso” “quella roba là”, “ferraglia”.
Il continuo e consistente approvvigionamento da parte del SERLENGA di rame di provenienza delittuosa trova conferma nelle comunicazioni telefoniche in cui manifestava un vivo interesse all’acquisto di “un trituratore per cavi di rame”, in quanto il suo, per il prolungato utilizzo, si era reso inefficiente: “ho un mulino, avevo un trituratore piccolo … poi questo qua l’ho mandato quasi fuori uso diciamo che gli ho fatto fare il lavoro più del previsto quello che era il compito suo” e, quello che gli è stato prestato, fa “una pezzatura troppo grande”. Ulteriore significativo elemento è costituito dalle telefonate intercorse tra SERLENGA ed il suo commercialista, che evidenziavano la consapevolezza del SERLENGA circa la provenienza delittuosa del rame da lui trattato. Infatti, in occasione di un sequestro eseguito dai Carabinieri, riferiva: “è andata male ….. mi sono beccato un’altra denuncia” ed ammette di dover “stare molto attento”. Identica raccomandazione fa ai suoi fornitori e parlando con GIANCOLA Luca lo invita a “stare attenti … c’è un macello in giro, non si capisce niente“  e suggerisce che anche il padre di questi deve fare attenzione “perché ci sono molti suoi amici inguaiati”.
Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno consentito di denunciare il commercialista la cui azione è stata fondamentale per dare una vestizione lecita alle condotte illecite perpetrate: a questi è stato contestato l’aver proceduto alla registrazione delle false fatture di acquisto e la tenuta della contabilità dell’azienda del SERLENGA pur sapendo della provenienza illecita della merce.
I Finanzieri hanno poi seguito le tracce documentali delle cessioni di rame, individuando un importante centro di raccolta di rottami metallici nel napoletano, di rilevanza nazionale dove sono state eseguite perquisizioni da cui è emersa una situazione antitetica rispetto a quella del SERLENGA. Il centro di raccolta partenopeo aveva un quantitativo fisico giacente di rame  di gran lunga inferiore a quello cartolarmente iscritto a bilancio come rimanenza di magazzino, per un’eccedenza riscontrata pari a circa 166 tonnellate. Tale espediente avrebbe consentito di “ripulire” un pari quantitativo di rame di provenienza illecita, ma grazie all’intervento operato ciò non è stato reso possibile.
Nel corso delle indagini, frutto di lavoro sinergico di Carabinieri e Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lucera, inoltre sono state denunciate 11 persone per ricettazione, favoreggiamento e false fatturazioni.

Infine, nella fase esecutiva, i Carabinieri hanno proceduto altresì al sequestro di ulteriori kg. 150 circa di barre di rame, prelevate dalle cabine secondarie di trasformazione dell’ENEL, rinvenuti in un box a Casacalenda (CB)"

Nota stampa di Carabinieri e Guardia di Finanza

Procura di Lucera: custodia cautelare a sette soggetti per ricettazione di rame rubato

A cura di Costantino Montuori

"I Carabinieri del Comando provinciale e della Guardia di Finanza di Foggia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone appartenenti ad una banda che operava a Torremaggiore, in provincia di Foggia, a Napoli e in provincia di Campobasso, specializzata nella ricettazione di rame rubato. Le indagini, condotte dalla Procura di Lucera hanno permesso di sequestrare 40 tonnellate di cavi in rame per un giro di affari di circa 200mila euro". È quanto  riporta l’agenzia di stampa AGI in un ‘lancio’ battuto stamane.

Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa, attesa per le ore 11 presso il Tribunale di Lucera, il cui Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso l’ordinanza applicativa della misura cautelare. A seguire tutti gli approfondimenti.

Salute, prevenzione, qualità della vita a Lucera: giovani UDC e Studicentro in Villa

di Costantino Montuori

Stetoscopio al collo, misuratore di pressione tra le mani, in tasca il prontuario sui consigli utili per una corretta alimentazione, preludio ad uno stile di vita sano. Ne hanno beneficiato decine di persone, uomini e donne, su iniziativa del coordinatore dei giovani UDC lucerini, Simone Codirenzi e del responsabile regionale di Studicentro, Giovanni Di Benedetto

Ieri mattina domenica 9 giugno, in piazza Matteotti, di fronte all’edificio scolastico ‘Tommasone’, Codirenzi, infermiere professionale e Di Benedetto, studente di giurisprudenza, hanno raccolto le istanze della popolazione lucerina. Hanno prestato ascolto a richieste tra le più disperate, alcune delle quali tendenti a conoscere il futuro (vero) dell’Ospedale lucerino. “Nel nostro piccolo abbiamo risposto, in parte, ai bisogni di salute dei cittadini attraverso la giornata della prevenzione. Una manifestazione che ha raccolto anche svariate richieste oltre il semplice intervento preventivo. Siamo pronti ad ascoltare le esigenze del territorio. Un grazie all’intero gruppo Giovani UDC di Capitanata ed alla Segreteria provinciale” ha commentato Codirenzi.  

“Questo è solo l'inizio. Portiamo avanti i nostri ideali, senza timori, per il bene della nostra città!” gli ha fatto eco Di Benedetto. Loro, con l’aiuto di qualche donna di buona volontà, hanno allestito un gazebo informativo all’ingresso della Villa Comunale. 

Alla fine hanno ricevuto il plauso di qualche amministratore che, tutto flemmatico, li ha raggiunti dopo lo struscio domenicale. Non sono mancate le presenze di Carmine Bilancia e Giuseppe Tricarico, rispettivamente commissario cittadino per la Unione di Centro e numero uno del movimento giovanile centrista.

Sul piano interno gli udicini, quelli meno maturi ma non solo, si ritroveranno a breve per fare il punto della situazione in chiave politico-amministrativa. La realtà locale, avara di spunti e amara come poche, aspetta una boccata di ossigeno prima di farsi ventilare da un respiratore automatico. E non esageriamo di certo.

sabato 8 giugno 2013

Lucera Calcio sconfitto 2-1 ad Andria. Non decolla la trattativa con i foggiani

di Costantino Montuori

Va agli archivi con una sconfitta la stagione sportiva 2012/2013 della Nuova Lucera Calcio nel campionato di Promozione pugliese. Il primo tempo, in quel di Andria (si è giocato oggi su richiesta del club ospitante), era terminato sullo score di 1-1, grazie alla marcatura di Alessandro De Paolis, l’ariete d’attacco lucerino classe 1994, già convocato nella Rappresentativa pugliese di categoria per l’ultimo ‘Torneo delle Regioni’. 

Nella ripresa occasioni da una parte e dall’altra, prima della beffa allo scoccare del 90esimo di gioco, quando gli andriesi hanno trovato la via del 2 a 1, quasi allo scadere del tempo regolamentare. Nullo il forcing conclusivo dell’undici svevo, simboleggiato dal palo e dalla traversa colti in pieno a qualche giro di lancette dalla fine. 

Lo stop esterno in terra di Bari non intacca l’annata positiva, sul piano agonistico, osservata dal Lucera. La salvezza matematica, maturata sul campo da circa un mese a questa parte, la dice lunga sulla bontà del lavoro di mister Pietro Maiellaro e sulle qualità dei calciatori in rosa. Ma anche dei veterani, come di quelli che li hanno sostituiti per le note vicende societarie. Un plauso, per lo spirito di sacrificio e il profilo umano, va anche a Romeo Mendolicchio che ha traghettato la compagine bicolore fino ai primordi dello scorso gennaio. 

Sul versante societario non decolla la trattativa per l’ingresso di potenziali nuovi soci foggiani. La sensazione è che se ne dovrà riparlare più avanti. Prima bisognerà capire se una piazza come Lucera, aldilà di tutto, meriti un campionato di Promozione, ergo, la seconda categoria calcistica regionale. Lo scopriremo tra qualche mese, forse, anche nelle settimane a venire. Da noi si dice: “Chi campa vede”. E vedremo. Qualcosa di buono si spera.

La pallavolo di Lucera e della Capitanata ha ricordato Marco Peragine


di Costantino Montuori 

Ha lasciato un ricordo indelebile tra amici e appassionati di pallavolo. Marco Peragine, il giovane manager lucerino scomparso tre anni fa, è stato ricordato con un Memorial pallavolistico. La  kermesse commemorativa è andata in scena tra la seconda metà di maggio e la prima settimana di giugno. Ad aggiudicarsi la competizione a ranghi misti, con sestetti formati da uomini e donne, è stata la ‘Auto Di Carlo’ che ha piegato la resistenza pugnace dei ‘Neri’, formazione di San Severo.  

“È stata davvero una bella finalissima. Grazie di vero cuore alla famiglia Peragine, a tutti gli atleti, ai presenti. Un ringraziamento va a te, amico mio, grazie per esserci sempre vicino. So che questa sera eri con noi, ne sono certo, questo è per te, Marco!”. Sono state le esternazioni a caldo, affidate a Facebook, da  Pasquale Rongioletti, allenatore della Volleyball Lucera femminile, fresca vincitrice del campionato Open Aics provinciale per la stagione 2012/2013. Con lui, a curare gli aspetti tecnico-organizzativi del torneo, anche i tecnici Gianni Furno e Michele Altilia